venerdì 27 aprile 2018

Prendi la cornetta, Palazzo Chigi ti aspetta!

Avete presente la mappa del voto, quella colorata tutta di blu al settentrione e tutta gialla al meridione? Ecco, né il blu né il giallo era attribuito a chi è stato maggioranza di governo nei quattro anni precedenti. C'è chi vorrebbe estromettere il blu, espressione della parte maggiormente produttiva del Paese e fare un governo con chi dopo cinque anni di governo ha preso il 22% dei voti (considerando anche tutte le liste presenti nella mini coalizione) di meno dei tre quarti dei votanti. Berlusconi sta politicamente sugli zebedei pure a me (più a me che a qualcuno che dimentica di averlo votato per un bel po'), Salvini ancor di più, e sui grillini mi taccio.

Le elezioni non sono una televendita ma il momento cruciale di una democrazia. Altrimenti il governo estraiamolo pure a sorte tra le prime cento telefonate in arrivo a Giorgio Mastrota. Prendi la cornetta, Palazzo Chigi ti aspetta!

lunedì 19 marzo 2018

Sta arrivando il cambiamento?

Prima di tutto vi chiedo perdono se non mi genufletto intellettualmente a questa ondata grillina. Poi vi spiego perché non lo faccio. Il sensazionale risultato del m5s potrebbe far pensare che ci sia una voglia di cambiamento diffusa e generalizzata nel Paese. Temo non sia così, cercherò di spiegarmi meglio che posso. 
La voglia di cambiamento c'è, ma non riguarda la società. Riguarda le proprie personali sorti. In questo non c'è niente di anormale o sbagliato, solo che la cosa non viene inquadrata in un contesto di società ma nella speranza che il nuovo corso possa portare benefici a me e si fotta tutto il resto. Certamente non tutti gli elettori grillini la pensano in questo modo ma il surplus di voti, oltre a una fetta consistente di quelli che già avevano, è dovuto a questo pensiero di fondo. 
Cambiamento per loro significa che gli altri devono cambiare la loro condizione, e non porre le condizioni per poterla cambiare. La politica secondo loro dovrebbe operare per la loro personale singolarità. 
La Casaleggio srl che opera politicamente tramite il brand politico denominato Movimento cinquestelle è riuscita a creare e convogliare elettoralmente questo sentimento. Saprà gestirlo? Vorrà gestirlo? Il nodo politico del grillismo è questo. Vuole solo ottenere e mantenere consenso o vuole governare? Una volta vinte le elezioni, una volta che "gli altri adesso devono venire a parlare con noi" i problemi e le criticità del Paese rimangono intatti e inalterati, e una volta vinte le elezioni il compito è quello di provare a migliorarle. E i problemi non si risolvono parlando di quanto sia mascalzone l'amico dell'amico del cugino di un mio amico. 
Se vorranno governare, e non solo stare al governo, tanto meglio. Mi auguro che riescano a farlo bene. Nel caso non volessero farlo e puntassero a mantenere il consenso allora abbiamo un problema, e ce l'abbiamo tutti, grillini e non-grillini e astenuti.
Se siete credenti iniziate a pregare...

giovedì 8 marzo 2018

Tratto da Il conformista, di Alberto Moravia, pubblicato nel 1951

Uscirono nel corridoio, incrociandosi con Franz che entrava portando in un bicchiere la pozione calmante. Il professore chiuse la porta e disse "è curioso, dottore, come i dementi si tengano al corrente e siano aggiornati... siano sensibili a tutto quello che commuove la collettività... c'è il fascismo, c'è il duce, e allora voi troverete moltissimi malati che si fissano come vostro padre sul fascismo e sul duce... durante la guerra non si contavano i malati che si credevano generali e che volevano sostituire Cadorna o Diaz... e più recentemente quando ci fu il volo di Nobile al polo nord, avevo almeno tre malati che sapevano di certo dove si trovasse la famosa tenda rossa e avevano inventato uno speciale apparecchio per soccorrere i naufraghi... i pazzi sono sempre attuali... in fondo, nonostante la pazzia non cessano di partecipare alla vita pubblica e la pazzia, appunto, è il mezzo di cui si servono per parteciparvi... naturalmente da buoni cittadini pazzi quali sono." Il medico rise freddamente, assai compiaciuto del proprio spirito. E poi voltandosi verso la madre, ma con chiara intenzione adulativa nei riguardi di Marcello: "ma per quanto riguarda il duce, siamo tutti pazzi come vostro marito, nevvero signora, tutti pazzi da legare da trattare con la doccia e la camicia di forza... tutta l'Italia non è che un solo manicomio, eh, eh, eh."

giovedì 15 febbraio 2018

Meno male che Silvio c'è

Ci risiamo, Silvio Berlusconi ripropone il contratto con gli italiani, nello stesso studio televisivo, con lo stesso presentatore e con una uguale scrivania. Che meravigliosa metafora di questo assurdo Belpaese, per dirla con Guccini. 
Prima di alzarsi dalla suddetta scrivania il divin Silvio dice a Bruno Vespa che nel caso non dovesse tenere fede al quel simbolico contratto lo autorizza a sputtanarlo. Che fenomeno! 

Il primo famigerato contratto con gli italiani risale al 2001. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Abbiamo potuto verificare l'immobilismo e la nocività della sua azione di governo, la sua propensione alla menzogna ma più di tutto l'attitudine a concepire il governo come strumento personale, quindi come un fine, e non come un mezzo per governare, come dovrebbe essere, con i provvedimenti sia popolari che impopolari che ne dovrebbero conseguire. Ha dato la colpa ai sindacati, alle opposizioni e a complotti internazionali per quello che lui non ha voluto fare nonostante la più ampia maggioranza parlamentare della storia repubblicana, quella derivata proprio dalle elezioni seguite al contratto con gli italiani del 2001. 

Perse di un soffio le elezioni del 2006, vinse quelle del 2008 e ci ha portato sull'orlo del baratro nel 2011. Si ricandidò nel 2013 e perse di nuovo ma anche stavolta solo per un soffio. Però nel panorama parlamentare entrò prepotentemente il Movimento cinquestelle.
Movimento cinquestelle con una propensione alla menzogna superiore a quella dello stesso Berlusconi, un assembramento di casi umani a cui è stata offerto il privilegio di sedere negli scranni parlamentari, e relativi  compensi e benefits, in cambio del capo chino alle volontà dei padroni della Casaleggio&Associati. Principale strumento della loro azione politica sono le cosiddette bufale, ovvero menzogne concepite e diffuse col metodo Goebbels, il guru della propaganda nazista. La messa alla gogna, con apposita rubrica sul blog, dei giornalisti sgraditi che ne hanno smascherato le ipocrisie e le meschinità. Si sono spinti fino alla campagna anti-vaccini, un attentato alla salute pubblica, dei bambini in primis. 

Ecco, se la risposta a Berlusconi è il Movimento cinquestelle, va tenuto conto che Berlusconi e Forza Italia hanno sostenuto e votato in Parlamento la legge che impone l'obbligatorietà dei vaccini per frequentare scuole e asili. Berlusconi e Forza Italia almeno con i fondamenti base che ci rendono un Paese sviluppato, libero da epidemie e malattie mortali, almeno con questo non ci scherzano. 
Per questo, per quanto paradossale possa sembrarmi mentre lo scrivo, meno male che Silvio c'è!

lunedì 23 ottobre 2017

Brevissima considerazione sul referendum veneto

A me i veneti preoccupano molto, a differenza dei lombardi. L'ultima volta che hanno raggiunto uno dei loro scopi prioritari sono riusciti a fare abolire le quote latte. Risultato: l'aumento delle produzioni ha portato a un calo dei prezzi e le aziende venete del settore in calo di utile o fallite. Le aziende tedesche, che secondo i veneti beneficiavano ai loro danni della regolamentazione delle quote latte, da allora invece hanno incrementato gli utili.

giovedì 31 agosto 2017

Minniti ovvero la gestione del possibile

Tempi caldi sul tema migranti. Prima le accuse (infondate) alle ONG da parte degli "imprenditori della paura" grillo-leghisti su assist del pessimo Zuccaro. No, Zuccaro non aveva ragione, Zuccaro è un imbecille che con il suo modus operandi getta discredito sulla magistratura. 
Poi è arrivato il cosiddetto Codice Minniti che chiede alle ONG, per poter operare nel Mediterraneo centrale, di non trasbordare su altre navi coloro i quali vengono salvati e soccorsi. Niente di eccezionale, una precauzione doverosa per non far sentire gli scafisti come autorizzati a fare il cavolo che gli pare quando gli pare. La Libia è più stabile, esiste ancora il dualismo Tripoli-Tobruk e Serraj-Haftar ma non c'è più l'isis a Sirte (città costiera) e un minimo di ordine si è fatto largo. Quindi si può tornare a ragionare con i libici per una cooperazione. 

In Libia c'è il rischio che i migranti trattenuti siano maltrattati? Sì, sono fatti purtroppo accertati. Bisogna però indurre i libici a modificare atteggiamento su questa questione, perché frignare non basta. Personalmente accoglierei in Italia quanti più possibile, non dimenticando che un'accoglienza degna di questo nome non può prescindere dalla valutazione del terreno sociale in cui deve avvenire l'integrazione dei migranti. Molti italiani sono ostili ai nuovi arrivati, vuoi per razzismo o per umano timore del nuovo e dell'ignoto, per cui bisogna prima gestire l'effettiva integrazione di chi è già sul suolo italiano. Dopo si potrebbe anche tornare ad un aumento dei flussi, magari anche programmati e tramite canali legali, ma solo quando ci sarà un dispositivo di integrazione più efficace. 

Piccola parentesi sullo ius soli temperato che tra non molto dovrebbe passare in discussione al Senato: non riguarda i migranti degli ultimi anni ma ottocentomila bambini e ragazzi già italiani a cui viene impedito di esercitare i diritti di cittadinanza, a differenza dei loro compagni di scuola, calcetto, pallavolo o danza. Chi non lo capisce è scemo, chi non lo vuole capire è stronzo, molto stronzo.

sabato 8 luglio 2017

La settimana della follia

Volge al termine la settimana della follia politica. Partiamo dal fondo, con Renzi che usa il vocabolario che usa Salvini per canzonare, a dir poco, gli stessi elettori di Renzi. Un tremendo calcio nel bassoventre per tanti che si sono trascinati ai gazebo di fine aprile per riconfermarlo Segretario del Partito Democratico. Non se ne renderà conto, nemmeno stavolta, perché l'ego ha ormai prevalso sulla politica. Ha legittimato ancor di più la retorica del "a casa loro" che certamente è usata da chi mai voterà PD e ha pugnalato chi lo vota, o lo ha votato, con quel "buonista". 
Ma siamo partiti dal fondo, torniamo all'inizio, al Presidente Mattarella che con un penultimatum alla UE vagheggia di chiudere i porti italiani alle Ong battenti bandiera straniera. Appena lo sentii pensai subito che fosse impazzito pure lui, a meno che non ci fosse già un improbabile accordo con gli "altri Paesi". Accordo che infatti non c'è e senza cui, se si dovesse dare seguito a questa minaccia, si può ottenere semplicemente l'incremento dei costi operativi per Guardia Costiera e Frontex. 
Nel mezzo c'è Minniti che cerca di affrontare la questione con la dovuta lucidità e l'indiscutibile competenza, e c'è il solidissimo Gentiloni che riesce a districarsi in questo marasma, anche se un Presidente della Repubblica che perde la sua proverbiale prudenza sulla tematica più sensibile del momento, e un Segretario del partito di maggioranza relativa che ha eseguito il suo personalissimo harakiri politico, di certo non gli sono di grande aiuto. 
Per farla breve, se tutto va bene siamo rovinati