lunedì 31 gennaio 2022

Elezione bis-lacca

Mattarella è il "nuovo" Presidente della Repubblica. 

I partiti e i loro principali esponenti provano a spacciare la rielezione di Mattarella come un mezzo successo, quando invece è la certificazione della loro mancanza di forza propulsiva.

Salvini ha giocato a fare il deus ex machina, con effetti disastrosi prima di tutto per sé stesso. Era nitido da un miglio che volesse proporre Casellati, e nonostante dall'interno dello stesso centrodestra sono stati evidenti i segnali che gli suggerivano di non farlo, ha proceduto allegramente andando a sbattere in maniera clamorosa. Si sarà dimenticato che Casellati la fecero eleggere dopo aver posto il veto su Bernini proveniente anche lei da Forza Italia...

Poi la sortita che ha visto Belloni, capo del dipartimento informazioni dei servizi segreti, proposta per il Quirinale in combutta con Conte. Una mostruosità istituzionale, e sembra che anche una parte del Partito Democratico la stesse avallando. 

La soluzione Casini è apparsa praticabile, ma il diniego dei governatori leghisti ha reso l'opzione impercorribile per l'effetto che avrebbe avuto sul governo. Qualcuno sostiene che il Partito Democratico abbia adottato la strategia dell'opossum, fingendosi morto. Secondo me è tutt'altro che finzione. 

Renzi e Meloni hanno giocato bene le rispettive partite nonostante numeri relativamente esigui. L'uno ha fatto da stopper quando c'era da farlo (la tempestività sull'ipotesi Belloni è stata provvidenziale). L'altra ne esce intatta dal punto di vista della propria narrazione, ha votato la candidatura di centrodestra e ha ovviamente negato il voto a Mattarella, in quanto unico partito d'opposizione per Fratelli d'Italia è stata una scelta ovvia e che farà loro buon gioco anche in chiave elettorale. 

Il m5s è la solita palude, in cui Conte ha tramato per fare saltare il governo Draghi. 
Conte è un uomo spuntato dal nulla politico, carico di presunzione e livore, senza la minima visione politica che infatti lo porta ad adattarsi con estrema malleabilità a qualsiasi tipo di «interlogudore». 
Di Maio vede infine salvi capre e cavoli. Governo salvo, e di conseguenza il suo ministero alla Farnesina, con l'aggiunta del fallimento di Conte andato a braccetto con Salvini. 

Berlusconi è rimasto sulla riva del fiume, o forse è stata soltanto l'impressione che ha dato... La prima mossa ufficiosa di Draghi è stata chiamare lui. E, in politica, al caso possono credere soltanto gli allocchi. Ha impallinato (meravigliosamente, mi consenta) Salvini e così ha contribuito in modo decisivo a tenere in piedi il governo. In giro sarebbe difficile da accettare, eppure la verità è che se proprio si vuole attribuire il titolo di vincitore di questa tornata quirinalizia a qualcuno, è proprio Silvio Berlusconi.

sabato 30 maggio 2020

A difesa dei pappalardini arancioni

I cosiddetti gilet arancioni guidati dall'ex generale dei carabinieri Pappalardo hanno manifestato oggi in piazza Duomo a Milano. Sorvolo sui contenuti che trovo poco condivisibili, nonostante un apprezzabile "né con Salvini né con la Meloni. Né tantomeno con la maggioranza"

Stiamo messi talmente male che sono dei fascistoidi un po' strambi a doverci ricordare che la libertà d'espressione è un diritto inalienabile

domenica 15 dicembre 2019

Sardine e dintorni

Sono una sardina, ho partecipato all'iniziativa nella mia città di provincia al Meridione. Si dicono tante cose e il loro contrario su questo fenomeno.
Da parte mia penso ci siano da fare alcune considerazioni imprescindibili per comprendere la genesi della mobilitazione, perché quello che ha spinto me a presenziare può essere molto diverso da quello che spinge altri. Anzi, per meglio dire, l'ordine e l'intensità delle motivazioni può essere molto diverso.

Il salvinismo ci sta sulle balle. La bava alla bocca, la ricerca forsennata di un nemico immaginario, che sia il nero immigrato, il buonista, l'intellettualone fino ad arrivare al "passaporto" delle nocciole, ci hanno fracassato le scatole. Caratteristica questa tipica anche del grillismo. Anche per questo parlo di salvinismo più che di Salvini. 

L' ignavia parolaia di chi pure votiamo ci ha stancato, sfibrato. Ci si chiede perché dovremmo continuare a sostenere chi è costantemente e imperituramente al di sotto delle nostre aspettative, già di per sé basse in partenza. Perché, e questo penso sia il punto nevralgico, consapevolmente o inconsapevolmente tutti coloro che hanno presenziato alle iniziative stanno chiedendo a chi al salvinismo dice di opporsi di farlo davvero, politicamente e quindi intellettivamente e fattivamente. Bando alle ciance, insomma. 

Si sta dicendo alle forze politiche: "vi sopportiamo a mala pena, però siccome partiti non si costruiscono in breve tempo, ci toccate ancora voi. Vedete di non farci girare le balle talmente tanto da spingerci all'astensione, come scelta mica come disimpegno" 
Agitare lo spauracchio Salvini, seppur lo detestiamo, potrebbe non bastare, se saranno incapaci di opporsi intellettivamente e fattivamente al salvinismo (repetita iuvant)
Spero che di questo siano consapevoli anche gli stessi organizzatori e coordinatori della mobilitazione...

PS a quel paese l'integralismo di chi deve sempre trovare i distinguo per estranearsi e porsi sul piedistallo di 'sta ceppa

giovedì 29 agosto 2019

Finirà malissimo

La riconferma di Conte a Palazzo Chigi è una sconfitta in primis per Salvini e anche per Renzi, nonostante lo stiano spacciando per "genio". 
Riconfermare il Presidente del Consiglio precedente, quello che ha diretto e avallato le cose che vengono mostrate come quello a cui questo nuovo governo deve contrapporsi è stomachevole. Passi l'alleanza con il m5s che gioco forza era inevitabile per formare un nuovo governo, se proprio lo si voleva formare. Ma proprio con a capo il vertice del precedente governo Legastellato? E Mattarella fino a che punto ha subito oppure ha spinto per questa soluzione? 
Salvini è stato preso dal delirio di onnipotenza tipico dei mediocri, il PD (soprattutto Renzi) e m5s confidano che agitare lo spauracchio Salvini serva a riguadagnare terreno. Nel PD sottovalutano quanti dei loro elettori e potenziali elettori detestano più i grillini che Salvini. Nel m5s, ai livelli aziendali più alti, fingono di non sapere che il consenso di Salvini l'hanno costruito più loro che lo staff di Luca Morisi. Con la Lega all'opposizione subiranno il rinculo della loro stessa propaganda intrisa di menzogna e istigazione al rancore nei confronti del PD. 
Finirà malissimo.

giovedì 27 dicembre 2018

Zingaretti segretario è la miglior cosa per il PD (questo non è un endorsement)

Zingaretti segretario è la miglior cosa che possa accadere in questo momento al Partito Democratico. Sa il fatto suo, è Presidente del Lazio (direi governatore ma non voglio turbare i puristi delle definizioni), è personaggio che offre una immagine collegiale del suo processo decisionale, ha una oratoria legata alla sinistra più tradizionale e che al contempo non sfocia in quello che io chiamo passatismo.

Il PD è in crisi, prima politica che elettorale, manca di forza propulsiva. Non la recupererà a breve, di certo non basterà a sé stesso. Per cui un Segretario che possa meglio entrare in sintonia con l'elettorato "vecchia guardia" può solo far bene. Controindicazioni sono:

1) L'eventuale rientro degli scissionisti dalla nata morta LeU. E voglio sperare sia superfluo aggiungere altro.

2) La ricerca di un "populismo light" che parli troppo di redistribuzione quando il debito pubblico è di 2300 miliardi di euro. Le questioni ruotano intorno a quella gigantesca zavorra. Cosa è "di sinistra" in queste condizioni? Rebus per niente facile da risolvere.

La sinistra deve tornare ad essere parte del centro-sinistra (con il trattino) perché non si è riusciti ad essere centrosinistra (senza trattino) e questa è una colpa ascrivibile sia a fattori contingenti che a errori umani, talvolta in qualche caso persino miseria umana di alcuni personaggi.
Personalmente, e molto probabilmente, opterò per altre compagini +europeiste nei fatti e non solo nelle parole, senza negare l'importanza del PD e della sua tradizione politica per approntare una opposizione reale alla tempesta di imbecillità in atto. Però potrebbe succedere che la cattiva abitudine di scannarsi tra vicini prenda il sopravvento come sempre. Ed è per questo che mi auguro Zingaretti vinca le primarie e divenga Segretario: ha il giusto profilo per raccogliere una parte dei consensi persi e per provare a tenere a bada gli scalmanati. Sia chiaro, l'impresa è di quelle tremendamente ardue ed è quindi auspicabile che sia condotta da tessitori invece che da attaccabrighe.

martedì 30 ottobre 2018

Breve storia triste

Eravamo in una recessione epocale. Arrivano i governi Renzi/Gentiloni e, anche grazie alle politiche di quel governo, centinaia di migliaia di giovani trovano lavoro, pur con tutte le criticità dei vari casi. A volte vengono sottopagati, e invece di organizzarsi per far valere i loro diritti e/o le ore lavorate, in modo da far presente ai titolari prevaricatori e sfruttatori che rischiano di ritrovarsi il culo a cappello di prete, alle elezioni successive indicano i governi Renzi/Gentiloni come il male assoluto. Fine.

venerdì 28 settembre 2018

La manovra del gambero

Come ben saprete nella nota di aggiornamento del DEF (Documento di Economia e Finanza) il governo ha indicato nella quota 2,4% l'obiettivo di deficit/pil per la legge di stabilità, quella che una volta si chiamava manovra finanziaria. Il 2,4% rientra nei parametri della Commissione Europa, tuttavia con il nostro debito pubblico eccedente di un terzo il nostro prodotto interno lordo è da considerarsi non sostenibile. Attenzione, deficit/pil e debito/pil sono parametri e concetti diversi tra loro. 
Ancora non sappiamo come sarà ripartito questo ulteriore deficit e con quali modalità, ma un dato certo c'è già. Sulle spalle della generazione più giovane è stato messo l'ennesimo fardello. Ecco, è allucinante l'indifferenza, se non persino l'esultanza, di questa generazione dinanzi all'ennesimo sopruso che le viene riservato. 
Una generazione che teoricamente dovrebbe avere in media strumenti superiori per discernere le cose ed è indifferente se non persino esultante dinanzi all'ennesimo sopruso nei suoi confronti potrebbe essere molto semplicemente una generazione che non merita di essere salvata.
Che vada alla malora!

venerdì 27 aprile 2018

Prendi la cornetta, Palazzo Chigi ti aspetta!

Avete presente la mappa del voto, quella colorata tutta di blu al settentrione e tutta gialla al meridione? Ecco, né il blu né il giallo era attribuito a chi è stato maggioranza di governo nei quattro anni precedenti. C'è chi vorrebbe estromettere il blu, espressione della parte maggiormente produttiva del Paese e fare un governo con chi dopo cinque anni di governo ha preso il 22% dei voti (considerando anche tutte le liste presenti nella mini coalizione) di meno dei tre quarti dei votanti. Berlusconi sta politicamente sugli zebedei pure a me (più a me che a qualcuno che dimentica di averlo votato per un bel po'), Salvini ancor di più, e sui grillini mi taccio.

Le elezioni non sono una televendita ma il momento cruciale di una democrazia. Altrimenti il governo estraiamolo pure a sorte tra le prime cento telefonate in arrivo a Giorgio Mastrota. Prendi la cornetta, Palazzo Chigi ti aspetta!

lunedì 19 marzo 2018

Sta arrivando il cambiamento?

Prima di tutto vi chiedo perdono se non mi genufletto intellettualmente a questa ondata grillina. Poi vi spiego perché non lo faccio. Il sensazionale risultato del m5s potrebbe far pensare che ci sia una voglia di cambiamento diffusa e generalizzata nel Paese. Temo non sia così, cercherò di spiegarmi meglio che posso. 
La voglia di cambiamento c'è, ma non riguarda la società. Riguarda le proprie personali sorti. In questo non c'è niente di anormale o sbagliato, solo che la cosa non viene inquadrata in un contesto di società ma nella speranza che il nuovo corso possa portare benefici a me e si fotta tutto il resto. Certamente non tutti gli elettori grillini la pensano in questo modo ma il surplus di voti, oltre a una fetta consistente di quelli che già avevano, è dovuto a questo pensiero di fondo. 
Cambiamento per loro significa che gli altri devono cambiare la loro condizione, e non porre le condizioni per poterla cambiare. La politica secondo loro dovrebbe operare per la loro personale singolarità. 
La Casaleggio srl che opera politicamente tramite il brand politico denominato Movimento cinquestelle è riuscita a creare e convogliare elettoralmente questo sentimento. Saprà gestirlo? Vorrà gestirlo? Il nodo politico del grillismo è questo. Vuole solo ottenere e mantenere consenso o vuole governare? Una volta vinte le elezioni, una volta che "gli altri adesso devono venire a parlare con noi" i problemi e le criticità del Paese rimangono intatti e inalterati, e una volta vinte le elezioni il compito è quello di provare a migliorarle. E i problemi non si risolvono parlando di quanto sia mascalzone l'amico dell'amico del cugino di un mio amico. 
Se vorranno governare, e non solo stare al governo, tanto meglio. Mi auguro che riescano a farlo bene. Nel caso non volessero farlo e puntassero a mantenere il consenso allora abbiamo un problema, e ce l'abbiamo tutti, grillini e non-grillini e astenuti.
Se siete credenti iniziate a pregare...

giovedì 8 marzo 2018

Tratto da Il conformista, di Alberto Moravia, pubblicato nel 1951

Uscirono nel corridoio, incrociandosi con Franz che entrava portando in un bicchiere la pozione calmante. Il professore chiuse la porta e disse "è curioso, dottore, come i dementi si tengano al corrente e siano aggiornati... siano sensibili a tutto quello che commuove la collettività... c'è il fascismo, c'è il duce, e allora voi troverete moltissimi malati che si fissano come vostro padre sul fascismo e sul duce... durante la guerra non si contavano i malati che si credevano generali e che volevano sostituire Cadorna o Diaz... e più recentemente quando ci fu il volo di Nobile al polo nord, avevo almeno tre malati che sapevano di certo dove si trovasse la famosa tenda rossa e avevano inventato uno speciale apparecchio per soccorrere i naufraghi... i pazzi sono sempre attuali... in fondo, nonostante la pazzia non cessano di partecipare alla vita pubblica e la pazzia, appunto, è il mezzo di cui si servono per parteciparvi... naturalmente da buoni cittadini pazzi quali sono." Il medico rise freddamente, assai compiaciuto del proprio spirito. E poi voltandosi verso la madre, ma con chiara intenzione adulativa nei riguardi di Marcello: "ma per quanto riguarda il duce, siamo tutti pazzi come vostro marito, nevvero signora, tutti pazzi da legare da trattare con la doccia e la camicia di forza... tutta l'Italia non è che un solo manicomio, eh, eh, eh."

giovedì 15 febbraio 2018

Meno male che Silvio c'è

Ci risiamo, Silvio Berlusconi ripropone il contratto con gli italiani, nello stesso studio televisivo, con lo stesso presentatore e con una uguale scrivania. Che meravigliosa metafora di questo assurdo Belpaese, per dirla con Guccini. 
Prima di alzarsi dalla suddetta scrivania il divin Silvio dice a Bruno Vespa che nel caso non dovesse tenere fede al quel simbolico contratto lo autorizza a sputtanarlo. Che fenomeno! 

Il primo famigerato contratto con gli italiani risale al 2001. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti. Abbiamo potuto verificare l'immobilismo e la nocività della sua azione di governo, la sua propensione alla menzogna ma più di tutto l'attitudine a concepire il governo come strumento personale, quindi come un fine, e non come un mezzo per governare, come dovrebbe essere, con i provvedimenti sia popolari che impopolari che ne dovrebbero conseguire. Ha dato la colpa ai sindacati, alle opposizioni e a complotti internazionali per quello che lui non ha voluto fare nonostante la più ampia maggioranza parlamentare della storia repubblicana, quella derivata proprio dalle elezioni seguite al contratto con gli italiani del 2001. 

Perse di un soffio le elezioni del 2006, vinse quelle del 2008 e ci ha portato sull'orlo del baratro nel 2011. Si ricandidò nel 2013 e perse di nuovo ma anche stavolta solo per un soffio. Però nel panorama parlamentare entrò prepotentemente il Movimento cinquestelle.
Movimento cinquestelle con una propensione alla menzogna superiore a quella dello stesso Berlusconi, un assembramento di casi umani a cui è stata offerto il privilegio di sedere negli scranni parlamentari, e relativi  compensi e benefits, in cambio del capo chino alle volontà dei padroni della Casaleggio&Associati. Principale strumento della loro azione politica sono le cosiddette bufale, ovvero menzogne concepite e diffuse col metodo Goebbels, il guru della propaganda nazista. La messa alla gogna, con apposita rubrica sul blog, dei giornalisti sgraditi che ne hanno smascherato le ipocrisie e le meschinità. Si sono spinti fino alla campagna anti-vaccini, un attentato alla salute pubblica, dei bambini in primis. 

Ecco, se la risposta a Berlusconi è il Movimento cinquestelle, va tenuto conto che Berlusconi e Forza Italia hanno sostenuto e votato in Parlamento la legge che impone l'obbligatorietà dei vaccini per frequentare scuole e asili. Berlusconi e Forza Italia almeno con i fondamenti base che ci rendono un Paese sviluppato, libero da epidemie e malattie mortali, almeno con questo non ci scherzano. 
Per questo, per quanto paradossale possa sembrarmi mentre lo scrivo, meno male che Silvio c'è!

lunedì 23 ottobre 2017

Brevissima considerazione sul referendum veneto

A me i veneti preoccupano molto, a differenza dei lombardi. L'ultima volta che hanno raggiunto uno dei loro scopi prioritari sono riusciti a fare abolire le quote latte. Risultato: l'aumento delle produzioni ha portato a un calo dei prezzi e le aziende venete del settore in calo di utile o fallite. Le aziende tedesche, che secondo i veneti beneficiavano ai loro danni della regolamentazione delle quote latte, da allora invece hanno incrementato gli utili.

giovedì 31 agosto 2017

Minniti ovvero la gestione del possibile

Tempi caldi sul tema migranti. Prima le accuse (infondate) alle ONG da parte degli "imprenditori della paura" grillo-leghisti su assist del pessimo Zuccaro. No, Zuccaro non aveva ragione, Zuccaro è un imbecille che con il suo modus operandi getta discredito sulla magistratura. 
Poi è arrivato il cosiddetto Codice Minniti che chiede alle ONG, per poter operare nel Mediterraneo centrale, di non trasbordare su altre navi coloro i quali vengono salvati e soccorsi. Niente di eccezionale, una precauzione doverosa per non far sentire gli scafisti come autorizzati a fare il cavolo che gli pare quando gli pare. La Libia è più stabile, esiste ancora il dualismo Tripoli-Tobruk e Serraj-Haftar ma non c'è più l'isis a Sirte (città costiera) e un minimo di ordine si è fatto largo. Quindi si può tornare a ragionare con i libici per una cooperazione. 

In Libia c'è il rischio che i migranti trattenuti siano maltrattati? Sì, sono fatti purtroppo accertati. Bisogna però indurre i libici a modificare atteggiamento su questa questione, perché frignare non basta. Personalmente accoglierei in Italia quanti più possibile, non dimenticando che un'accoglienza degna di questo nome non può prescindere dalla valutazione del terreno sociale in cui deve avvenire l'integrazione dei migranti. Molti italiani sono ostili ai nuovi arrivati, vuoi per razzismo o per umano timore del nuovo e dell'ignoto, per cui bisogna prima gestire l'effettiva integrazione di chi è già sul suolo italiano. Dopo si potrebbe anche tornare ad un aumento dei flussi, magari anche programmati e tramite canali legali, ma solo quando ci sarà un dispositivo di integrazione più efficace. 

Piccola parentesi sullo ius soli temperato che tra non molto dovrebbe passare in discussione al Senato: non riguarda i migranti degli ultimi anni ma ottocentomila bambini e ragazzi già italiani a cui viene impedito di esercitare i diritti di cittadinanza, a differenza dei loro compagni di scuola, calcetto, pallavolo o danza. Chi non lo capisce è scemo, chi non lo vuole capire è stronzo, molto stronzo.

sabato 8 luglio 2017

La settimana della follia

Volge al termine la settimana della follia politica. Partiamo dal fondo, con Renzi che usa il vocabolario che usa Salvini per canzonare, a dir poco, gli stessi elettori di Renzi. Un tremendo calcio nel bassoventre per tanti che si sono trascinati ai gazebo di fine aprile per riconfermarlo Segretario del Partito Democratico. Non se ne renderà conto, nemmeno stavolta, perché l'ego ha ormai prevalso sulla politica. Ha legittimato ancor di più la retorica del "a casa loro" che certamente è usata da chi mai voterà PD e ha pugnalato chi lo vota, o lo ha votato, con quel "buonista". 
Ma siamo partiti dal fondo, torniamo all'inizio, al Presidente Mattarella che con un penultimatum alla UE vagheggia di chiudere i porti italiani alle Ong battenti bandiera straniera. Appena lo sentii pensai subito che fosse impazzito pure lui, a meno che non ci fosse già un improbabile accordo con gli "altri Paesi". Accordo che infatti non c'è e senza cui, se si dovesse dare seguito a questa minaccia, si può ottenere semplicemente l'incremento dei costi operativi per Guardia Costiera e Frontex. 
Nel mezzo c'è Minniti che cerca di affrontare la questione con la dovuta lucidità e l'indiscutibile competenza, e c'è il solidissimo Gentiloni che riesce a districarsi in questo marasma, anche se un Presidente della Repubblica che perde la sua proverbiale prudenza sulla tematica più sensibile del momento, e un Segretario del partito di maggioranza relativa che ha eseguito il suo personalissimo harakiri politico, di certo non gli sono di grande aiuto. 
Per farla breve, se tutto va bene siamo rovinati

mercoledì 7 giugno 2017

Medio Oriente: merdone in arrivo

I sauditi rompono con i qatarioti perché sarebbero, a detta dei sauditi custodi del wahabismo, i finanziatori del terrorismo. Gli USA targati Trump appoggiano i sauditi. I turchi alleati degli USA nella NATO si schierano con il Qatar. Daesh (isis) attacca il Parlamento iraniano. Tra il Qatar e l'Iran c'è lo Stretto di Hormuz dove ogni giorno transitano 17milioni di barili di greggio e dove si trova la più grande riserva di gas naturale del Medio Oriente. A me comincia a diventare tutto chiaro e non mi piace per niente.

mercoledì 29 marzo 2017

Caro Emiliano ti scrivo

Carissimo governatore Emiliano, non sono affatto stupito che abbia perso nel suo stesso circolo d'iscrizione. La sento da mesi ritrarsi come colui che ha il contatto col popolo, che sa quello che il popolo del centrosinistra vuole. E poi perde nel suo condominio, anzi sul suo pianerottolo...

Come dicevo non sono affatto sorpreso, prima di tutto perché un uomo del popolo non bloccherebbe mai, su twitter, i militanti ed elettori del suo stesso partito, che lei puntualmente invia "a ballare la pizzica". L'atteggiamento zotico e altezzoso unito ad una certa inefficacia amministrativa, alla tendenza a buttarla in caciara, alle giravolte spudorate sulle considerazioni fatte dai lei stesso cinque minuti prima, completano il desolante quadro del suo agire politico.


sabato 18 febbraio 2017

Viva la politica, abbasso il dalemismo

Renzi nel 2013 è stato eletto Segretario da 2milioni di persone, di cui 1milione l'anno precedente aveva votato Bersani, tra cui io stesso. Mica gente che passava nei circoli per caso. Dopo che abbiamo speso i migliori anni della nostra vita dietro alla loro inettitudine, quelli che coniarono l'espressione "Ditta" ci stanno calpestando. Il problema è ancora più profondo dato che in tantissimi ormai li consideriamo il nemico tanto quanto i grillioti. E le elezioni non le vinceremo comunque, con o senza scissione. Sperare di arginare il populismo con un accordicchio fatto con coloro che lo hanno fatto straripare sarebbe molto più pericoloso di una dolorosa e al tempo stesso benefica scissione. 
Viva la politica, abbasso il dalemismo

mercoledì 18 gennaio 2017

È strepitoso

È strepitoso come giornalisti, opinionisti e personaggi vari dopo le dimissioni di Renzi non sappiano o vogliano dire quali siano state le sue vere lacune. E lo dice un suo sostenitore. Sarebbe sciocco aspettarsi che lo faccia Renzi stesso. L'unico che vi ha accennato è Mario Monti, che però non doveva usare quei motivi per votare no alla riforma costituzionale, in quanto di certo, per meriti suoi, non ha problemi di occupazione e reddito che possano giustificarne un voto di pancia.
Ma d'altronde c'è una maggioranza democraticamente vittoriosa che considerava far cadere un governo di una legislatura finita più importante dell'inizio di un miglioramento nella macchina legislativa e amministrativa del Paese. La cosa più "simpatica" è che le vittime di questo immobilismo parastatale saranno quelli che lo sono stati fino ad adesso.
Molti sessantottini incarogniti hanno votato no allo sblocco della scala sociale. Una nemesi. Gran parte dei giovani, pur avendo io votato sì, in fondo li capisco.
Quello che mi impensierisce non è se Renzi sarà o meno di nuovo a Palazzo Chigi. La questione è: come fare a riportare al centro del dibattito pubblico strategie economiche, industriali e occupazionali. Quelle effettivamente percorribili, sia chiaro. Strategie energetiche e di razionalizzazione della spesa pubblica. Discutere di Sistema Paese. Sono uno di quelli che pensano che il problema dell'Italia non è il "sistema" ma il fatto che ne manca uno vero. Siamo un'intersezione di sottinsiemi che per non perdere una sola briciola manderebbero in malora tutti gli altri. (L'errore politico di Renzi è stato non capire quali di questi sottinsiemi gli avevano dato effettivamente fiducia, o almeno sospeso qualsiasi ostilità, nel 2014)
Fatto sta che in un mondo globalizzato, piaccia o meno la globalizzazione, un'intersezione di sottinsiemi avrà vita breve, cioè andrà a puttane gran parte del benessere di chi ce l'ha, e chi non ce l'ha può pure scordarselo fin da ora.

domenica 8 gennaio 2017

Gli elettori non hanno votato nel merito del referendum? O forse sì

Siamo ormai a un mese di distanza dal responso del referendum costituzionale sulla legge Boschi e quel che conteneva. Si è già detto tutto sulla genesi del voto,  su pance, stomaco e altri organi assortiti. 
E se invece gran parte degli elettori del no la riforma l'avessero capita benissimo? Non è da scartare l'ipotesi che, ad esempio, qualcuno abbia votato no all'armonizzazione delle Agenzie del Lavoro, gestite dalle amministrazioni provinciali, che sono la cloaca del peggior clientelismo, ma non per chi ne beneficia, evidentemente. Molto probabile che qualcuno abbia votato contro lo smaltimento dei contenziosi tra Stato e Regioni perché nei meandri di quegli ingranaggi opachi ci riesce a "mangiare", ai danni di quella stessa gente che sostenevano di voler riscattare mandando a casa Renzi. Di sicuro tanti improvvisati capi-popolo dell'ultima ora hanno votato no all'abolizione dei rimborsi ai gruppi politici regionali perché ne prendono una fetta anche loro. Il tutto andando in quel posto a coloro che li hanno seguiti determinati e poi festanti. 
In quel posto ce lo siamo presi tutti, sia quelli che han votato sì, sia quelli che han votato no spingendo il carro degli stessi personaggi che spesso tengono in scacco le loro ambizioni, i loro meriti e talvolta persino i loro diritti. O forse lo sapevano, ma immaginare future prebende è l'oppio del popolo italico

lunedì 21 novembre 2016

Parliamo del referendum, oltre il sì o il no

Il 4 dicembre si avvicina. Per chiarezza dichiaro subito che voterò sì. Ma non è del sì o del no che voglio trattare, anche se da scrivere ne avrei tanto. Voglio scrivere del modo di approcciarsi alla politica e alla militanza. 

Da molti, compreso lo scrivente, questa è considerata una delle campagne elettorali più brutte di sempre. Le motivazioni sono diverse tra loro. A mio avviso è brutta per la mancanza di politica nei militanti dei due fronti referendari, trasversali tra e nei partiti. Si denota, mediamente, un'assenza di pensiero politico profondo e articolato. I più ripetono, tal quale, i concetti espressi dai rispettivi capo-branco. La cosa brutta, negativa per meglio dire, è questa. Non i toni accesi, e a dirla tutta ricordo campagne molto più virulente di questa dal punto di vista dialettico. 

Il testo della riforma l'hanno letto in pochi, la Costituzione vigente ancora meno. Trovano il tempo per campionato, Champions League e decine di serie tv ma non il tempo per spulciare la Costituzione e la riforma oggetto di referendum. E badate bene che il ragionamento vale per entrambi i fronti referendari. 
La politica e la relativa militanza vengono vissute come un vezzo, un orpello della propria immagine social. Si punta ad avere ragione senza aver ragionato sull'oggetto del contendere. 

Dulcis in fondo, per quelli che sostengono che l'articolo 70 del testo riformato non si capirebbe: io se non riesco a capire qualcosa non mi metto a dire alla gente come votare al riguardo.